Curiosità

Piccola nomenclatura dell’ombrello

 Fusto o montura  è la struttura dell’ombrello, composta da Asta di legno, metallo o fibra di vetro è la parte centrale dell’ombrello su cui scorre il  Collano  parte scorrevole in plastica o metallo, spingendo o tirando la quale si apre o si chiude l’ombrello e a cui sono fissate le  Stecche o Balene  raggi (in origine in stecche di “fanone” di balena, da cui il nome), oggi in metallo, giunco, o fibra di vetro, a cui viene fissata la coperta.  Doppianoce  è la corona fissa centrale a cui sono raccordate le stecche.  Molle  gli agganci che mantengono aperto o chiuso l’ombrello.  Ritegno  il fermo corsa del collano, impedisce il ribaltamento della cupola.  Placca  cono di raccordo e protezione tra l’asta e il centro della cupola.  Puntale o puntalino  il terminale dell’asta, può essere di metallo, di osso o di plastica.  Coperta  in tessuto, è la cupola dell’ombrello, è composta dalle  Gaide  gli spicchi di tessuto, in vario numero, cuciti insieme e finiti con le  Puntine  fisse o applicate, in metallo, plastica, osso o avorio, sono il punto di fissaggio del bordo della coperta alle balene.  Elastico  laccio di chiusura in tessuto per tenere arrotolato l’ombrello.  Sorgetti  punti di legatura della coperta alle balene, lungo le costure.  Bollettini  rinforzi protettivi del tessuto in corrispondenza degli snodi delle balene.  Cappellotto  disco protettivo in tessuto al centro interno dell’ombrello, tra la coperta e la doppianoce.  Rosetta  guarnizione di rinforzo e protezione è in tessuto ripiegato e arricciato, posizionata tra la placca e la coperta.  Godet  particolare anello mobile, tra manico e asta, serve a trattenere le puntine a ombrello chiuso.  Manico  curvo o dritto, liscio o lavorato, è l’impugnatura dell’ombrello.  Piantino  tipo particolare e pregiato di ombrello, in cui asta e manico sono realizzati in un pezzo unico di legno curvato (più raramente dritto), senza innesti o giunture, molto robusto, può fungere anche da bastone da appoggio.

Se possiamo darle qualche consiglio…

1.   prima di aprire  il suo ombrello le consiglio di scuoterlo e scrollarlo in modo che le falde di tessuto si liberino (a volte tendono a stare aderenti l’una sull’altra) e le bacchette si allarghino leggermente verso l’esterno per iniziare l’apertura nel verso giusto…

2.   se è un’ombrello automatico,  oltre ai movimenti di cui sopra, verifichi di avere abbastanza spazio e, puntandolo verso l’alto, prema il tasto.

3.   se invece è un’ombrello manuale,  dopo la scrollatura, può puntarlo indifferentemente verso l’alto o verso il basso e, premendo la molletta spinga il cursore “collano” fino al blocco.

4.   per chiuderlo  tiri il collano verso di lei con un movimento veloce tale che l’aria gonfi verso l’esterno il tessuto, così facendo potrà evitare le pizzicature negli snodi e una parte dell’acqua sarà scossa via.

5.  se il vostro  è un pregiato ombrello “piantino”  (asta e manico in un unico pezzo) potete anche usarlo da appoggio, ma solo in questo caso.

6.   fatelo asciugare sempre,  possibilmente aperto, sennò chiuso ma non allacciato, con il manico verso il basso.

7.   non lasciatelo mai  chiuso bagnato, in un posto molto umido, al sole diretto o peggio, filtrato da vetri o finestrini, esposto a fonti di calore.

8.  Se è sporco o macchiato  non usate detersivi, solventi o abrasivi,  potrebbero ridurre o eliminare l’impermeabilizzazione, ma solamente acqua fredda/tiepida e un panno in microfibra.

9.  L’ombrello  è un oggetto cortese per persone attente,  usatelo per proteggere chi vi è caro e fate attenzione a non ferire nessuno con le puntine.

Bernardo,
Fioravanti,
Carlo,
Fioravanti II,
Marina,
Carlo II
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